UNA VITA PER LA SCIENZA PDF Stampa E-mail

25 giugno 2011

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Prof. Giovanni Silini
 

Lovere ha molti motivi per sentirsi onorata da Giovanni Silini e per nutrire nei suoi confronti una viva riconoscenza
 



Mettiamo a disposizione il testo letto al termine della funzione religiosa


Lovere ha molti motivi per sentirsi onorata da Giovanni Silini e per nutrire nei suoi confronti una viva riconoscenza.

      Il prof. Silini era uno scienziato, un radiobiologo, e il suo lavoro, caratterizzato da forte impegno e qualificata professionalità, svolto in tanti anni e in tante sedi prestigiose, ha dato un notevole contributo alla medicina in un settore di grande rilevanza e attualità, che ha forti ricadute sulla qualità della vita dell’uomo, come la ricerca nel campo delle radiazioni ionizzanti.
      Il prof. Silini ha ricoperto incarichi direttivi di altissimo livello: al Centro Nucleare della Casaccia di Roma, come Direttore della Divisione per la Ricerca sulla Protezione dalle Radiazioni; al Dipartimento delle Nazioni Unite a Vienna, come Responsabile del Segretariato per lo studio degli effetti della Radiazione Atomica.
Docente di Radiobiologia in corsi di specializzazione presso Università italiane e straniere, è stato membro di Commissioni internazionali per la Protezione dalle Radiazioni e consulente di organismi nazionali (come l’ENEA) e internazionali; ha organizzato e portato contributi a meeting nazionali e internazionali sugli effetti delle radiazioni.
      Le sue ricerche, i cui risultati sono contenuti in un numero notevole di pubblicazioni (italiane e straniere), sono state rivolte allo studio dei raggi X e dei raggi gamma; dei rischi somatici e genetici delle radiazioni; della cancerogenesi da radiazioni; degli effetti e dei rischi sanitari di piccole dosi di radiazione; delle protezioni nei loro confronti; dei principi etici della radioprotezione; e inoltre della radiosensibilità delle cellule tumorali, in particolare delle cellule staminali emopoietiche, e del conseguente impiego terapeutico delle radiazioni X, gamma, ma anche degli elettroni veloci, dei neutroni veloci; del frazionamento delle dosi; dei processi di riparazione delle cellule irradiate.
 
Ma Giovanni non è stato solo questo.
      Ad un certo punto della sua vita, ha cominciato a interessarsi di storia, un interesse che lo ha preso sempre di più e che coniugato con il grande amore per il suo paese, per la sua gente, (veramente un grande amore!) lo ha portato a coltivare lo studio della storia locale ed è stato naturale che trasferisse in esso il rigoroso e puntuale metodo di ricerca che era solito usare nelle sue indagini scientifiche-
      La raccolta paziente di dati, i controlli incrociati su di essi, l’analisi di ogni dettaglio, la formulazione di ipotesi e l’accettazione esclusiva di quelle controllate e sicure, gli hanno consentito la produzione di una serie di pubblicazioni che ci hanno fatto conoscere avvenimenti interessanti Lovere e la Bergamasca nei secoli passati.
      Dallo studio a più mani sui ritrovamenti tombali di età romana a Lovere del 1976, fino all’ultima fatica del volume sugli Statuti della Valle di Scalve, uscito solo da qualche settimana, Giovanni ci ha donato preziosissime conoscenze di aspetti diversi della nostra storia.
      Lo hanno interessato i fenomeni economici, come i prezzi e la rendita delle proprietà immobiliari a Lovere e dintorni nel 1400 e 1500, la Storia dei prezzi nel Bergamasco dal 1400 al 1700; le condizioni di lavoro nel lanificio loverese nei secoli 1400 e 1500, le istituzioni come Famiglia, società e patrimonio negli atti dotali e testamentali del 1400 e 1500.
      E, ancora, gli aspetti amministrativi e giuridici che ha messo in evidenza nella trascrizione dei Nuovi Statuti Veneti di Lovere del 1605, degli Statuti di altri Comuni della Bergamasca (Clusone, Onore, Gromo, Gorno) e, soprattutto, nel volume “Per una storia della Podestaria di Lovere”, di grande valenza, che ha colmato un vuoto pressoché assoluto di informazioni e che si è aggiunto al bellissimo “Et viva a sancto Marcho - Lovere al tempo delle guerre d’Italia, pubblicato nel 1992.
      Ancora su Lovere è l’edizione di una fonte loverese del 1500, “In difesa di Lovere”, esaminata e ripresa poi nel volume del 2002 “Cronologia di Lovere”. Naturalmente non mancano testi di carattere sociale, sanitario e demografico come “Nascere vivere e morire a Lovere nei secoli 1600 e 1700”, la Popolazione di Lovere nell’800 o sulle cause di morte a Lovere nello stesso secolo; l’esperimento dell’innesto del vaiolo a Bergamo nel 1769 e Umori e Farmaci nella terapia medica medioevale, composto nel 1994 e dedicato “alla memoria di uno sconosciuto che morendo mi lasciò il suo cuore”.
      Sono state oggetto delle sue indagini storiche, e non poteva essere altrimenti, anche le Scuole di Lovere nel 1400 e nel 1500.
      Uno degli intenti, da lui stesso denunciato nella prefazione di un suo lavoro, era quello di “coinvolgere i suoi concittadini in riflessioni che, pur avendo origine dal passato, possono spingere a considerare la realtà presente e magari ipotizzare un percorso futuro”. Nello stesso tempo è riuscito a dare ad un pubblico più vasto rispetto ai selezionati cultori di storia locale, la possibilità di accedere direttamente a testi la cui consultazione può presentarsi difficoltosa sia per la loro collocazione in sedi diverse e lontane, sia per la cura con cui essi vanno trattati, sia per la complessità intrinseca alla loro decifrazione.
      Le sue pubblicazioni contengono infatti una grande massa di dati inediti e originali che potrebbero tornare utili a chi in futuro volesse proseguire nelle ricerche, ricerche che non finiscono mai nel senso che altre informazioni o nuove interpretazioni possono continuamente arricchire le conoscenze.
      Ed è per questo che ha voluto dedicare “Per una storia della podestaria di Lovere” del 1993 a tutti i suoi concittadini, soprattutto ai giovani. 

Giovanni sembrava una persona riservata, quasi austera; in realtà era un signore cortese ed affabile, pronto a dare la sua collaborazione in imprese che servissero alla crescita umana e culturale del suo paese.
      E così è stato uno dei Soci fondatori dell’Associazione Amici del Museo, associazione che ha aiutato la nascita del Museo Civico di Scienze Naturali, ed ha partecipato poi attivamente ed in prima persona alle sue attività culturali e didattiche. Per l’Associazione ha curato l’edizione critica del già citato volume “Cronologia di Lovere particolarità notabili e sue vicende compilate ed accresciute da Conti prete Giovanni nell’anno 1811”, in stretta ed amichevole collaborazione con sr Vincenza che ne ha curato la trascrizione.
      Nel cassetto del Museo sono conservate ancora pagine sue, frutto di ricerche storiche in ambiti interessanti.
      Ed in occasione del Convegno Parrocchiale “Il Vangelo, le nostre radici – La Comunità loverese si interroga” del 1997, la Commissione Cultura e comunicazione aveva potuto far tesoro del suo importante contributo, in sintonia con quello di persone animate da un costante desiderio di riflessione e di ricerca. 

Per tutto questo, grazie, professor Silini; grazie, caro Giovanni.

Lovere, 25 giugno 2011

Marina Capitanio


L’Associazione degli Amici del Museo è stata dolorosamente privata della presenza del suo presidente onorario Dr. Giovanni Silini che univa ai grandi meriti scientifici l’autorevole ed ascoltata azione di consiglio per le diverse attività che il Museo Civico di Scienze Naturali di Lovere ha intrapreso in questi tre lustri di vita dalla sua fondazione.

La presidente, dottoressa Marina Capitanio, compagna di studi del dottor Silini, ha espresso attraverso una sintetica biografia un ricordo vivo e commosso dello scomparso.

 
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